La Fondazione PIN di Prato ha ospitato l'evento conclusivo del Progetto SOFIG (Sostenibilità e Innovazione nelle Filiere Agroalimentari in Toscana), un appuntamento fondamentale per tracciare il bilancio sulle nuove pratiche di sostenibilità e sul trasferimento tecnologico nel settore agricolo regionale.
Ad aprire i lavori è stata Daniela Toccafondi, Presidente del PIN, che ha evidenziato come l'università e i suoi laboratori debbano rappresentare un punto di riferimento concreto per il territorio e per le imprese. Toccafondi ha illustrato le attività del laboratorio QUMAP (Qualità delle Merci e Affidabilità del Prodotto), specializzato nello studio molecolare e sensoriale dei prodotti tipici (come lo zafferano e l'olio d'oliva toscano) e nella valorizzazione degli scarti di lavorazione (come foglie di olivo e melograno) per usi nutraceutici e cosmetici. Ha inoltre sottolineato l'importanza dello sportello AKIS (Agricultural Knowledge and Innovation System), nato presso il PIN per offrire ascolto e consulenza alle piccole e medie aziende agricole.
A seguire, il Sindaco di Prato ha ricordato come la città stia affiancando alla sua tradizionale vocazione manifatturiera e tessile la valorizzazione della filiera agroalimentare di eccellenza (DOP e IGP), considerata un potente biglietto da visita economico e turistico per il territorio. L'Assessore all'Università del Comune di Prato, Enrico Romei, al suo primo intervento pubblico, ha evidenziato la capacità del PIN di agire con flessibilità nel connettere ricerca scientifica, territorio e aziende. Infine, l'Assessore regionale Leonardo Marras ha sottolineato l'esigenza di integrare le politiche dell'agricoltura con quelle delle attività produttive, proponendo la nascita di un distretto tecnologico dell'agroalimentare e definendo l'AKIS un'infrastruttura di sistema indispensabile per guidare le piccole imprese verso l'innovazione.
Lo Sportello AKIS e le Testimonianze delle Imprese
La prima parte dell'evento si è concentrata sui risultati del progetto SOFIG e sul modello AKIS. Fausta Fabbri (Regione Toscana) ha illustrato il quadro regionale dell'AKIS, evidenziando lo stanziamento di oltre 30 milioni di euro per favorire un approccio multi-attore in grado di connettere la ricerca con la pratica agricola. La ricercatrice Chiara Vita ha poi presentato le attività del partenariato SOFIG (composto da PIN, Associazione Cuore, Consorzio Olio Toscano IGP e Pecorino Toscano DOP, Istituto Leopoldo II di Lorena/CRISBA, Gruppo Saviola e consulenti), mostrando il successo dello sportello AKIS come strumento per avvicinare le istituzioni alle imprese agricole.
L'efficacia dello sportello AKIS è stata testimoniata direttamente da tre realtà del territorio:
- Primo Bosi (Associazione Castanicoltori della Val di Bisenzio) ha spiegato come il supporto del PIN abbia consentito di studiare il riutilizzo degli scarti dei castagneti (ricci e foglie) per la produzione di cosmetici e birre, trasformando la castanicoltura in un presidio fondamentale contro il dissesto idrogeologico.
- Pierluigi Zambelli (Gruppo Mauro Saviola / SavioLife) ha illustrato la riconversione dello stabilimento di Radicofani in una divisione focalizzata sull'economia circolare, capace di estrarre tannini e produrre fertilizzanti, additivi per mangimi e fibre vegetali (in alternativa alla torba) a partire dagli scarti del legno.
- Niccolò Papi (Azienda Agricola Barbarossa) ha raccontato la collaborazione con il laboratorio QUMAP per la trasformazione della seconda scelta dei melograni in succhi, marmellate e polveri antiossidanti ad alto valore aggiunto.
La Relazione di Sostenibilità per le DOP e IGP Toscane
La seconda parte dei lavori è stata dedicata alla rendicontazione della sostenibilità per le indicazioni geografiche, in linea con il nuovo Regolamento Europeo 1143/2024. Il Prof. Giovanni Belletti (Laboratorio LEAR) ha illustrato la metodologia partecipativa (bottom-up) sviluppata in SOFIG, applicando il framework FAO/Origin per definire indicatori verificabili (ambientali, economici e sociali) per le filiere di Olio Toscano IGP, Pecorino Toscano DOP, Marrone del Mugello IGP, Olio Seggiano DOP e Olio Terre di Siena DOP.
Anna Paiolo (Valor Italia) ha presentato lo standard Equalitas e il protocollo "Denominazione per la Sostenibilità", ricordando l'esperienza del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano. Successivamente, i rappresentanti dei consorzi di tutela e degli enti di controllo hanno fatto il punto sull'avanzamento dei lavori:
- Giampiero Cresti (Consorzio Olio Toscano IGP) ha fissato al 2027 il traguardo per l'adozione della Relazione di Sostenibilità per gli oltre 8.000 operatori consorziati.
- Andrea Righini (Consorzio Pecorino Toscano DOP) ha annunciato il completamento della prima relazione entro la fine dell'anno, evidenziando l'impegno sul pilastro sociale e l'introduzione di tecnologie 4.0 e robot di mungitura per supportare i giovani allevatori.
- Fosco Ferri (Coordinatore Associazione Cuore) ha sottolineato il ruolo dell'aggregazione tra 15 piccole denominazioni per colmare il "sustainability divide" e favorire la nascita di organizzazioni di produttori.
- Fabio Modi (Toscana Certificazione Agroalimentare) ha confermato la disponibilità dell'ente di controllo a condividere dati aggregati a supporto della governance consortile.
Conclusioni: Redditività, Credito e Sostenibilità Culturale
A trarre le conclusioni dell'evento è stato Gennaro Giliberti (Direzione Agricoltura della Regione Toscana), il quale ha ribadito che qualsiasi iniziativa di sostenibilità deve innanzitutto garantire la sostenibilità economica e la redditività degli agricoltori. Giliberti ha lanciato tre importanti sollecitazioni per il futuro:
- Sostenibilità creditizia: consentire alle aziende agricole sostenibili e certificate di accedere a finanziamenti bancari con tassi di interesse agevolati.
- Comunicazione di valore: valorizzare i prodotti tipici comunicando la ricchezza delle loro componenti nutrizionali ed identitarie ("con"), differenziandosi dalle strategie dell'industria basate unicamente sulle diciture "senza".
- Sostenibilità culturale e turistica: integrare la qualità agroalimentare con l'attrattività del territorio toscano, trasformando l'identità locale ed enoturistica in un volano di sviluppo economico.
Infine, Giliberti ha invitato la rete a valorizzare le banche dati pubbliche esistenti (come il fascicolo aziendale ARTEA) e a progettare con anticipo gli interventi in vista della nuova programmazione europea 2028-2034.
>> Il video dell’intero evento è disponibile sul nostro canale YouTube: https://youtu.be/0HrlnYpUhWQ

