Il futuro della castanicoltura toscana riparte dalla sinergia tra territori, scienza e tradizione. Il 16 ottobre 2026, nella suggestiva cornice di Abbadia San Salvatore, si è tenuto con grande successo il primo incontro del progetto "Buono a Sapersi Toscana". L'iniziativa, finanziata nell'ambito dell'intervento SRH04 della Regione Toscana, vede Fondazione PIN - Polo di Prato dell'Università di Firenze, con il Laboratorio QuMAP, nel ruolo di capofila.
Questo primo appuntamento, organizzato con cura dalla Comunità del Cibo dell'Amiata, ha segnato un momento fondamentale di confronto, ponendo le basi per unire due territori d'eccellenza: l'Amiata e la Valbisenzio.

I lavori si sono aperti con i saluti e l'introduzione di Paola Corridori e Giorgio Rossi della Comunità del Cibo dell'Amiata. I loro interventi hanno offerto una panoramica approfondita sulle varietà locali e sulla ricchezza del germoplasma presente nel territorio amiatino, un patrimonio di biodiversità da custodire e valorizzare. Il convegno ha poi visto due ulteriori contributi tecnici e strategici. La dott.ssa Chiara Vita (PIN) ha catturato l'attenzione della platea illustrando le grandissime opportunità legate alla valorizzazione dei sottoprodotti della filiera castanicola, un tema chiave in ottica di economia circolare e sostenibilità. Il dott. Primo Bosi, presidente dell'Associazione Castanicoltori della Valbisenzio (partner di progetto), ha focalizzato il suo intervento sul valore strategico dell'asse tra Valbisenzio e Amiata. Due aree distanti geograficamente, ma unite dalla stessa visione: fare rete per rilanciare l'intera filiera.
L'evento ha riscosso un fortissimo interesse e ha rappresentato il vero e proprio trampolino di lancio per una collaborazione a lungo termine. L'obiettivo comune è chiaro: unire le forze, condividere le competenze scientifiche e le pratiche tradizionali per dare nuovo slancio economico, culturale e ambientale alla castanicoltura toscana.

