Presentato a Prato negli spazi di Fashion Room il primo numero della rivista GRAIN promosso dai Corsi di Laurea in Design tessile e moda e Design sistema moda dell'Ateneo fiorentino.
il 15 ottobre - Un ponte concreto tra formazione accademica, ricerca e cultura industriale. Presso gli spazi di Fashion Room a Prato è stato presentato il primo numero di «Grain – Fragments of future fashion», il nuovo magazine ideato, scritto e impaginato dagli studenti dei Corsi di Laurea in Design tessile e moda e Design sistema moda (triennale e magistrale) dell’Università di Firenze. Il progetto nasce all’interno del seminario Graphic design for fashion grazie alla visione delle presidenti dei corsi di laurea, Debora Giorgi ed Elisabetta Benelli. Il nome della rivista è stato ideato dal docente di Design tessile Luca Parenti. Come spiegato dallo stesso Parenti: «Grain richiama sia il celebre tessuto gros grain, sia il termine tecnico che identifica il verso e la struttura del manufatto tessile. È una rivista che nasce dalla cultura profonda del tessile per raccontare il futuro della moda partendo dalle sue radici».

Il primo numero affronta con rigore e maturità i grandi temi contemporanei del settore: sostenibilità reale e circolare, innovazione tecnologica e la storia del distretto tessile di Prato. A dispetto delle aspettative iniziali, gli studenti hanno dimostrato una fortissima vocazione per l’approfondimento e alla scrittura. «La cosa bella è che i ragazzi hanno scelto temi di grande profondità, realizzando un prodotto non solo bello graficamente ma denso di contenuti», ha sottolineato la docente e giornalista Silvia Gambi. Come evidenziato da Daniela Toccafondi, presidente della Fondazione PIN di Prato: «Il progetto dimostra la capacità del percorso formativo di costruire relazioni solide e durature con le imprese del territorio, grazie alla voglia dei ragazzi di sperimentare».
Sviluppata nell'arco di un singolo semestre, la realizzazione del magazine ha trasformato un gruppo eterogeneo di studenti in una vera redazione. Un percorso caratterizzato da un vivace confronto creativo, come ricordato dallo studente Vittorio Rustici, e guidato sul piano grafico dal contributo di professionisti come Marco Innocenti (direttore di Kidstudio) e Walter Bolognino, autore del logo. «Grain è una rivista vera, non un esercizio accademico», ha ribadito Innocenti. L'iniziativa ha visto inoltre il coinvolgimento di eccellenze produttive e culturali, tra cui uno shooting fotografico realizzato da Stefan Girardeau sotto la coordinazione della docente Federica Cioli presso il Museo Stibbert, oltre al sostegno di partner aziendali quali Candiani Denim e BP Fragranze.

